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Un’aula di formazione è un evento ben preciso, che ha un inizio certo, una sua durata stabilita, un tema da svolgere.

Ma una un’aula di successo ha anche un prima e un dopo. E soprattutto c’è una cosa che non appartiene alla tecnica e che per la nostra esperienza, fa la differenza nel successo di un’aula di formazione: lo spirito con cui il docente approccia il suo lavoro. Diciamo le “qualità soft” che si mettono in campo e che si possono sintetizzare nel piacere del proprio lavoro e nell’interesse per i partecipanti.

Non sono cose che si ritrovano nei manuali, che si possono declinare suggerendo comportamenti ma sono fondamentali per garantire che, durante una sessione di formazione, si dia tutto quello che occorre da un lato e che dall’altro si riceva il massimo possibile.

Accade anche a noi quando siamo partecipanti “sentire” che chi ci sta trasferendo le conoscenze lo fa con partecipazione vera, che ha a cuore il nostro sapere, che il suo obiettivo è farci crescere e non completare un programma.

E come per noi, anche per le persone che abbiamo in aula, questo approccio costruisce un feeling che accresce l’attenzione, coinvolge, fa partecipare attivamente e non passivamente.

Prima dell’aula – Le domande da porsi

  • Chi avrò in aula?
  • Quale obiettivo della giornata ho?
  • Perché dovrebbero ascoltarmi?

Le cose da fare

  • La progettazione
  • Il setting
  • Gli strumenti
  • I supporti
  • L’agenda

La gestione dell’aula

  • La socializzazione
  • Le regole
  • Il patto d’aula
  • Ethos, Logos, Pathos
  • Le tecniche di public speaking
  • Il metodo MAGISTER
  • Il contatto oculare
  • Il feedback
  • Il brainstorming
  • il role playing
  • La gestione delle interruzioni e delle obiezioni
  • La gestione del silenzio
  • I racconti e le metafore

Dopo l’aula

  • Modelli di valutazione

Il modulo prevede due giornate con una attività diretta dei partecipanti che divisi in gruppi simuleranno una gestione d’aula seguendo copioni predisposti ed rilasciati qualche giorno prima.

I copioni tendono a mettere in evidenza la gestione di punti specifici (apertura o chiusura o gestione del feed back o del brain storming ecc.). Le diverse performance saranno valutate dall’aula che avrà compiti specifici di osservazione.

Verrà anche valutata la scelta dei supporti e l’efficacia dell’impaginazione così come il rispetto dei tempi. Ci si allenerà a gestire le interruzioni utilizzandole come stimoli, bisogno di comprendere, segnale di partecipazione, anche quelle che possono apparire determinate da volontà critiche o da bisogni egocentrismi.