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Una premessa è fondamentale e riguarda il comportamento dei responsabili della Formazione e dei Trainer che possono partecipare all’aula ai quali va segnalata e fatta condividere una modalità di svolgimento della funzione che è valore aggiunto del loro ruolo.

In qualunque modello operino, possono approcciare la funzione in due maniere:

  • modello jukebox
  • modello proactivity

Il modello jukebox è connotato dalla richiesta dell’utente interno a cui si risponde in maniera puntuale (nei confini del budget disponibile) come per il vecchio strumento di diffusione della musica per cui introducendo una moneta (credito acquisito da chi fa la richiesta) e premendo dei tasti (segnalazione del bisogno) il disco finiva sul piatto (erogazione).

In questo modello, dal committente ma anche dal responsabile, la formazione è vissuta generalmente come benefit, un valore da aggiungere alla compensation e che in alcuni casi è appannaggio delle migliori risorse ed in altri serve per “tener buone” le altre. Oppure è un premio legato alle performance e vissuto da chi lo promuove come “qualcosa che faccio per te” e da chi lo riceve come gratificazione distintiva.

Su questo terreno la scelta formativa diventa generica, non c’è attesa di R.O.I. e vale di più il nome del formatore che il contenuto, vale di più il “famolo strano” che il risultato. Si cerca formazione nuova, diversa, sovente outdoor che è molto valida se sviluppata in un contesto di obiettivi precisi e di percorsi tracciati ma che in assenza di ciò ha il valore di una gita fuori porta.

A volte si ricorre a questo metodo anche a parti inverse (l’erogatore propone al cliente interno) ma non per una analisi dei bisogni quanto per un residuo di budget che si rischia di perdere. In ogni caso, credo sia condivisibile, come questo modello di gestione abbia più i connotati, appunto, della routine che della generazione di valore.

Il modello Proactivity è un metodo moderno ed efficace per gestire la formazione in azienda perché anticipa i bisogni e li fa rientrare in un piano formativo più complessivo. Il responsabile della formazione ha chiari gli obiettivi a breve dell’azienda, la vision che ne è all’origine e la strategia definita. Lui e l’azienda condividono il valore del capitale umano.

C’è una mappatura delle risorse e chiarezza sulle competenze assegnate ai vari ruoli. Sulla base di questi elementi il responsabile della formazione (attento anche ai segnali deboli che provengono dalla base ) predispone un piano formativo che può anche essere biennale ma che pianifica per anno gli interventi da fare e le risorse interessate.

Gli elementi forniti da un eventuale ed auspicabile performance review sulle aree di miglioramento delle singole risorse sono sicuramente utilissime così come la visione dei bisogni di gruppo dei team leader.

Per semplificare si può fare questo ragionamento iniziale: “per raggiungere gli obiettivi di breve medio periodo di quali competenze /comportamenti c’è bisogno e come sono posizionate le nostre risorse?” Se il tema, come spesso accade, è il cambiamento cosa si può fare per tutti e cosa per alcuni ? Con questa premessa il programma delle due giornate si svolgerà in forma di laboratorio con un brain storming iniziale volto ad individuare la cassetta degli attrezzi in mano ai partecipanti e a costruirne insieme una nuova eliminando il superfluo ed aggiungendo ciò che serve.

Individuati i bisogni formativi dei “clienti” dei partecipanti e stabilite le priorità si costruisce insieme un modulo formativo seguendo un tracciato che viene via via costruito in maniera che la condivisione sia ampia. Infine si simula una presentazione in aula.

Traccia di costruzione del modulo

  • Regola prima: cosa vuoi ottenere ovvero “parti con la fine in testa”
  • Regola seconda: chi hai in aula ovvero “costruisci per i tuoi clienti”
  • Regola terza: quali temi vuoi sviluppare ovvero “definisci la tua strategia”
  • Regola quarta: come li vuoi sviluppare ovvero “definisci la tattica”
  • Regola quinta: quali supporti multimediali ovvero “scegli le munizioni”
  • Regola sesta: raccogli il materiale ovvero “ prepara le salmerie”
  • Regola settimana: mettilo in ordine ovvero “decidi cosa”
  • Regola ottava: definisci il timing ovvero “decidi quando”
  • Regola nona: prepara i lavori d’aula ovvero “decidi come”
  • Regola decima: simula l’aula ovvero “riduci i rischi”