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Quella di coach è una funzione e non un ruolo.

Un capo può svolgerla anche per un periodo definito ed in funzione di obiettivi precisi quando:

  • Bisogna rafforzare prestazioni eccellenti
  • Bisogna motivare azioni coerenti con le strategie
  • Bisogna favorire il cambiamento
  • Bisogna superare ostacoli, risolvere problemi
  • Bisogna avviare attività, lanciare nuovi prodotti

Vi sono diverse definizioni di coaching che danno il senso di questa funzione svolta da un capo, noi ne scegliamo una per segnalare la nostra visione del ruolo:

  • “Processo di consulenza finalizzato alla crescita dei collaboratori”
  • “Una partnership volta al miglioramento continuo”
  • “Un processo che aiuta il collaboratore ad acquisire o rafforzare le proprie competenze”
  • “Un processo volto ad aiutare i collaboratori a superare gli ostacoli ed a migliorare le performance”

Sicuramente il coaching parte da un patto fra capo e collaboratore e lavora su competenze tecniche e comportamentali. Diversi i ruoli ma equità sul piano umano. Se si condivide che c’è una sola strada che porta alla crescita: “la consapevolezza delle carenze e la voglia di” lavorarci sopra”, cercarla e percorrerla è indispensabile per il successo della funzione. Bisogna facilitare quel dialogo interiore che consente di spostare le responsabilità dall’esterno all’interno: colpa degli altri a mia responsabilità.

Le capacità del coach

  • Il patto di coaching
  • Il setting

Le 8 fasi di una sessione di coaching

  1. Sostenere
  2. Definire i fatti ed il contesto
  3. Evidenziare l’impatto
  4. Delineare un piano
  5. Ottenere l’impegno
  6. Affrontare alibi e resistenze
  7. Chiarire le conseguenze
  8. Insistere
  • Le domande
  • Il Monitoraggio ed il follow up
  • Le strategie di feed-back